Vita reale

Qual è la VITA REALE? Quella della nostra vita nello stato di veglia durante il giorno o quella nello stato di sonno durante la notte?

Una storia della letteratura indiana racconta:

Re Janaka con le sue mogli e concubine prendeva il fresco nel giardino del suo castello. L’atmosfera era ideale. Musica meravigliosa, profumi di fiori, freschezza di piante e fontane. Re Janaka era felice. Si addormentò sotto le carezze della sua “favorita”. Si trovò in sogno ad essere un viandante affamato e povero. L’unica cosa che avrebbe potuto alleviare la sua fame erano delle pannocchie di granoturco che crescevano nei campi vicino alla strada. Janaka si avventurò tra i filari e scelse le due pannocchie più belle e tenere, ma non si accorse che il contadino, padrone del campo, lo stava guardando. Pensando di essere derubato, questi gli aizzò contro due cani e lo rincorse. Janaka si trovò quindi azzannato dai cani e bastonato dal padrone. La paura ed il dolore erano grandi. Janaka cominciò a supplicare il contadino di richiamare i cani e smettere di bastonarlo. Soffriva e gridava. All’improvviso, tutto sudato e tremante, si svegliò. Era nuovamente nel suo castello. Le sue donne lo coccolavano, i suoi schiavi lo servivano, i suoi dignitari gli obbedivano. Riprese fiato per un po’, ma poi cadde di nuovo addormentato e si trovò nuovamente viandante, affamato, colpito dal contadino e morso dai cani. Uscendo dal sogno ebbe un solo desiderio, sapere qual era la realtà, quella che egli viveva nello stato di veglia o quella che aveva vissuto nello stato di sogno. In tutti e due i livelli di coscienza non vi era il minimo dubbio che la vita fosse reale. Allora come potevano essere reali due stati vissuti con tale intensità, ma così differenti?. Chiamò il saggio Astavakra per risolvere questo grande dilemma e scoprì che il maestro non riteneva reale né lo stato di sogno, né lo stato di veglia, né lo stato di sonno profondo: O Re – disse Astavakra – la realtà non può essere qualcosa che muta continuamente. Devi cercare la realtà in uno stato di coscienza che non muta mai. Quello solo è reale. Quello solo sei tu”.

Cerca il vero te stesso.

(Fonti: Dove va l’anima dopo la morte – Cesare Boni)

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