La resilienza personale è fluidità

Se la resilienza di un materiale è la sua capacità di non spezzarsi in seguito agli urti, quella personale è la capacità di riorganizzare prontamente la propria vita in seguito agli eventi.

La resilienza personale non è innata ma si acquisisce con l’allenamento.

La formazione alla resilienza, magari attraverso sessioni di coaching, parte dal prendersi cura di sé sviluppa la capacità di essere FLESSIBILI e FLUIDI nel rispondere alle sollecitazioni (anche improvvise) quotidiane e accogliere il cambiamento.

Per acquisire resilienza personale è necessario conoscere meglio se stessi, i punti di forza e le criticità, osservare con attenzione i contesti e le situazioni in cui viviamo e lavoriamo, cercare e riconoscere le idee e gli strumenti che possono sostenere il nostro allenamento e miglioramento.

La resilienza nasce dall’attitudine positiva di migliorare la volontà e la capacità di far accadere le cose.

L’attitudine cioè di vivere la vita come continua scoperta di se stessi, di orientare con fiducia e speranza il nostro cammino e realizzare obiettivi che migliorano la nostra vita personale e professionale. E avere una buona dose di autoironia.

Nei team di lavoro, la resilienza è la capacità di gestire con intelligenza le relazioni con i colleghi e i cambiamenti aziendali.

“Prendiamo due cinquantenni qualsiasi, due laureati, licenziati dalle proprie aziende. Entrambi è logico che vadano in tilt. Ma per uno il malumore e le crisi d’ansia sono transitorie: «Non è colpa mia, è l’economia che sta attraversando un brutto periodo. Sono bravo in quello che faccio, avrò un’altra occasione». Aggiorna il curriculum e si dà da fare per procurarsi nuovi incontri. Ricalibra i propri obiettivi, e alla fine ce la fa. Il secondo reagisce in modo diverso: «Ho cinquant’anni. Con la crisi che c’è, nessuno mi assumerà mai». E torna a vivere con i genitori.

Perché uno crolla mentre l’altro riesce a riprendersi? Maria Elena Magrin, docente in Bicocca a Milano e da anni studiosa di resilienza, spiega che «ciascuno di noi ha un proprio bagaglio di resilienza». Solo che in alcuni è decisamente più pesante, non perché siano persone superficiali o ingenue, ma perché sanno vedere le crisi come sfide da superare non come problemi insormontabili e accettano che il cambiamento sia parte della vita, non un disastro. Atteggiamenti mentali che è possibile imparare.”

La capacità di essere resilienti aiuta a vivere meglio ogni nostra relazione: con il mondo interiore, con ciò che ci circonda, con la vita.

virgolettato dal corriere.ithttp://www.corriere.it/cultura/14_ottobre_03/come-resistere-senza-rompersi-959cd3b4-4b28-11e4-9829-df2f785edc20.shtml

Lascia un commento