Generalizzare non è un vantaggio

Cosa significa GENERALIZZARE? Il significato del vocabolario Treccani è: estendere, applicare a un intero gruppo di persone o di cose ciò che ha valore particolare o si riferisce al singolo.

Generalizzare è un automatismo che riguarda il cervello e la mente.

La generalizzazione è molto spesso frutto di una o più convinzioni.
Ad esempio: se un impiegato allo sportello ha un comportamento che non mi soddisfa, possiamo pensare che anche gli altri suoi colleghi non siano capaci e che l’azienda per la quale lavorano non sa prendersi cura dei suoi clienti. Il meccanismo è quello di estendere l’etichetta messa su una persona anche alle altre, magari appartenenti alla stessa funzione o categoria o azienda.
Che cosa accade nella nostra mente?

Nel nostro cervello c’è un ciclo automatico:
esperienze – informazioni – convinzioni – esperienze

Le esperienze vissute sin dalla nascita diventano informazioni che si registrano nella nostra memoria. Per informazioni è da intendere tutto: i pensieri che abbiamo avuto durante l’esperienza, le emozioni provate, i comportamenti sollecitati.
Si crea una vera e propria associazione tra ogni esperienza vissuta e le informazioni che essa genera, così che a una determinata esperienza corrisponde un “insieme” di informazioni, cioè nuclei di modi di pensare – di sentire – di parlare – di agire.
E tutto ciò si registra nel nostro cervello.
Ogni qualvolta viviamo una situazione uguale o similare ad altre vissute in precedenza, anche molti anni addietro, il cervello richiama automaticamente le stesse corrispondenze di esperienze e informazioni  sperimentate a suo tempo. Nel tempo, i nuclei di informazioni da noi percorsi e ripercorsi diventano convinzioni che influenzano il nostro modo di essere.

In-formare significa: dare forma a qualcosa.

Le informazioni strutturano la nostra mente e danno forma al nostro pensiero e comportamento.
Tutto genera informazioni: la genetica, la famiglia in cui cresciamo, le letture, la scuola, gli amici che frequentiamo, la tv e il cinema… ogni cosa.

Le convinzioni che nel tempo si cristallizzano danno forma alle credenze che possono presentarsi poco flessibili, se non rigide, poco disponibili ad essere riconsiderate e magari trasformate all’interno di una visione della vita più ampia e comprensiva.
Le credenze formano il nostro carattere e quindi anche la nostra attitudine al pregiudizio e giudizio.

Il giudizio è la capacità di discriminare.

Ampliando la visione sulle cose, la gente e la vita in generale, migliora la nostra capacità di giudizio, spostandosi man mano e positivamente dal pregiudizio alla capacità di discriminazione.
Discriminare significa differenziare, portare la nostra amorevole attenzione sul dato che non tutti i contesti e le circostanze sono uguali, così come non lo sono le persone e i loro comportamenti. Nell’ambito della stessa situazione e accadimento, in azienda o ufficio, in comunità o famiglia, le persone pur avendo magari lo stesso ruolo e funzione non manifestano la stessa modalità di essere, cioè possono avere conoscenze e attitudini diverse.

Generalizzare non porta vantaggio.

Quando generalizziamo in modo automatico è perché siamo condizionati da convinzioni spesso trasparenti, di cui cioè non abbiamo in quel momento coscienza.
La scelta di un giudizio focalizzato e sentito viene dalla capacità di discriminare. L’incapacità di scegliere può generare azioni svantaggiose e creare disagio nella relazione con noi stessi e gli altri.

Proviamo a fare attenzione a cosa diciamo perché il nostro linguaggio è un ottimo rivelatore della nostra attitudine a generalizzare o discriminare.

Maurizio Montesano counseling e coaching.

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