Educarsi per cambiare in meglio

EDUCARSI, cioè trarre fuori il meglio da se stessi, è un processo pedagogico di sviluppo delle nostre potenzialità, di crescita delle nostre capacità.

La relazione tra ‘chi educa’ e ‘chi è educato’.

Per educarsi e educare è necessaria empatia, apertura. Nella relazione educatore (anche genitore) – educando (bambino o adulto) il processo educativo riguarda anche ‘chi educa’, perché nell’istante in cui trasmette, è obbligato a migliorarsi, a ricercare costantemente in sé nuovi modi d’interazione.
La relazione lo guida verso un nuovo collegamento con il suo sapere, verso una maggiore sensibilità, anche nel migliorare l’ascolto e la conoscenza del soggetto, dell’educando.

Il processo educativo trae beneficio dalle conoscenze scientifiche.

Ogni secondo più di cento milioni d’impulsi raggiungono il nostro cervello e sono da questo codificati e selezionati. Un’altra selezione rende possibile solo a una parte di questi impulsi di raggiungere la nostra coscienza superficiale. La selezione è quindi un elemento cardine e, come dice il neuroscienziato Michael S. Gazzaniga, i dati fanno pensare che il cervello sia organizzato in modo tale da immagazzinare l’informazione in moduli. Lo studio del cervello rende possibile vedere cosa accade quando un impulso ci raggiunge e come un semplice impulso non attivi soltanto un’area cerebrale ma più aree.

La plasticità del cervello.

Questione fondamentale è anche la comprensione della plasticità del nostro cervello. Dagli studi sulla riproduzione delle cellule cerebrali (Premio Nobel R. Levi Montalcini), oggi sappiamo che il cervello cerca continuamente di riparare se stesso creando nuovi ponti neurologici, nuove vie di dialogo. La scoperta di questa plasticità è un grande contributo all’atto educativo perché è la conferma della possibilità della mente umana, a qualsiasi età, di continuare, se ben stimolata, non solo a imparare, ma a ‘imparare come imparare’.

Non solo dottrina, ma soprattutto consapevolezza.

Secondo Rita Levi Montalcini, il compito che s’impone nei sistemi educativi non è quello di indottrinarsi acquisendo la conoscenza attraverso i tradizionali libri di testo, ma di rendersi consapevoli delle facoltà in nostro possesso e della possibilità di utilizzarle per passare dalla condizione passiva di ‘subire’ informazioni a quella attiva di apprendere tramite l’esperienza diretta.

Qual è il segreto per cambiare in meglio?

Il segreto è educarsi alla relazione con la propria interiore, con ciò che ci circonda, con la vita.

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