Divergent: è solo un film?

Ho visto con attenzione il film DIVERGENT. È una storia nel futuro, dove le persone sono organizzate in fazioni. I giovani, a una certa età, hanno l’obbligo di sottoporsi ad un test per scegliere a quale delle 5 fazioni aderire: i candidi, i pacifici, gli eruditi, gli abneganti, gli intrepidi.

In Divergent, la scelta delle persone è indotta.

Il test è un viaggio psichico artificialmente indotto nella memoria della persona, nei suoi pensieri ed emozioni, nella capacità e modi di affrontare le situazioni della vita, anche le paure e le difficoltà.
Il test segnala “immancabilmente” a ogni persona la sua tendenza, cioè a quale fazione potrebbe appartenere. La scelta è libera “ma solo apparentemente”, perché comunque bisogna “scegliere” tra le 5 fazioni imposte dall’organizzazione sociale, pena l’esclusione.

Ma ogni tanto accade qualcosa di straordinario!

Accade cioè che per qualche individuo il test non riesca a individuare l’appartenenza a questa o quella fazione, a indurre verso uno dei 5 destini già programmati. Questi individui, uomini e donne, sono Divergent, cioè il test segnala che hanno le potenzialità per essere ogni cosa, la possibilità di scegliere veramente e pienamente un destino che non sia necessariamente questo o quello già programmato dalla loro nascita.
I “divergenti” sembrano in grado di confrontarsi con le credenze e convinzioni dei tanti per poi superarle e realizzare una vita propria.

Divergent è solo un film, solo pura immaginazione?

Beh, a ognuno le proprie deduzioni … . Ma in quella società già preventivamente organizzata, essere Divergenti è un grande rischio. Il rischio è la vita stessa. Infatti, dichiarare e mostrare di essere divergenti non è cosa sgradita alla moltitudine degli altri individui che sono invece ben accomodati nelle loro abitudini e comportamenti, nel modo di pensare e di agire.

Nella lingua italiana, divergente significa: “Che si discosta, con distanza via via crescente, da altri elementi con cui ha in comune il punto di partenza”.

Intanto, io continuo a pensare che la vita è continuo cambiamento verso la piena realizzazione di sé.

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