Competitività e spiritualità

COMPETITIVITÀ e SPIRITUALITÀ sono idee sulle quali non è semplice trovare una sensibilità e comprensione comune, ma per mio studio ed esperienza non sono antitetici, anzi possono armonicamente coesistere.
Sono strettamente connessi al concetto di qualità: entrambi i processi vitali della competitività e della spiritualità si basano sull’esperienza di evoluzione, cioè sulla costante dinamicità nel lasciarsi attrarre verso nuovi e più ampi orizzonti.

Competitività e spiritualità hanno in comune la giusta tensione verso il continuo miglioramento.

LA SPIRITUALITÀ, intesa come evoluzione dell’intero essere (non una sua parte), è anche competitività, nel senso che il “me stesso migliore” deve competere con “il me stesso precedente”, e questi non si fa da parte facilmente o naturalmente. Similmente anche un’azienda, intesa come corpo e insieme costituito da pensiero – emozione – istintualità, ha una sua dimensione spirituale.
LA COMPETITIVITÀ vissuta nella dimensione spirituale dell’insieme, di continua ricerca del “nuovo”, genera benefici per la collettività.

Il profitto è distribuzione coerente della ricchezza.

Un’azienda non raggiunge “qualità” se la sua azione di business persegue un profitto soggettivo. Il profitto è da intendere e da vivere come distribuzione coerente della ricchezza. L’utile è di un insieme non del singolo azionista, altrimenti è semplice accumulo di ricchezza fine a se stessa.

Competitività, spiritualità e marketing sociale.

È da superare il concetto di marketing sociale come abbinamento di un’azienda a una causa sociale più o meno importante.
È l’azienda a dover essere “causa sociale”, cioè generatore di cambiamento per il suo insieme, per la comunità in cui è inserita e per quella più espansa.
È necessario acquisire la consapevolezza che un soggetto (persona o azienda) inserito nel processo di vero cambiamento contamina certamente e positivamente coloro con cui entra in contatto.

Competitività, spiritualità e cambiamento.

La missione delle aziende che rinnovano se stesse è dunque quella di migliorare se stesse attraverso il miglioramento dell’insieme cui si riferiscono. Il cambiamento è senza dubbio un processo di osmosi: io cambio, noi cambiamo, il mondo cambia. È un processo di rieducazione nella relazione con noi stessi, con ciò che ci circonda, con la vita.

Lascia un commento