Coaching relazionale: l’insieme è il valore aggiunto

Il coaching relazionale ha la finalità di orientare il team di lavoro allo sviluppo dell’intelligenza sociale come valore aggiunto, per dare efficacia alle interazioni nelle dinamiche di gruppo.

Ogni persona del team deve avere consapevolezza che il proprio cervello, nelle interazioni, si collega a quello degli altri oltre la soglia di coscienza ordinaria, senza che sia necessaria una particolare intenzionalità, senza rendersene conto. E’ un dato neuroscientifico.

Attenzione quindi alla qualità delle interazioni!

Il coaching relazionale ha assunto ancora più rilevo dalla scoperta dei neuroni a specchio del neuroscienziato Giacomo Rizzolatti. Le sue ricerche hanno rivelato che riflettendo l’azione che osserviamo negli altri, siamo spinti a imitarla o all’impulso di farlo.

Percependo i movimenti dell’altro, possiamo sentire in noi le sue sensazioni ed emozioni.
Un volto felice può stimolare un’attività nei nostri muscoli preposti al sorriso, e viceversa; c’è un ponte neurale da cervello e cervello fra individui.

Nel coaching relazionale il cambiamento nel team non va inteso come l’ottenimento di una condizione in cui sentirsi bene o solo meglio, ma della comprensione che nell’azienda (come in qualsiasi altra dimensione di lavoro) il plus valore è dato dalla forza dell’insieme.

L’insieme è maggiore della somma delle sue individualità.

L’insiemeè il valore aggiunto per il team e quindi per l’azienda. E’ l’accesso all’intelligenza sociale, alle nuove risorse che determinano uno stato di benessere migliore per tutti.

Il coaching relazionale sostiene e facilita il team nella ricerca d’interazioni efficaci e flessibili verso gli obiettivi comuni.

ATTENZIONE quindi perché nelle relazioni la connessione tra i cervelli da persona a persona è automatica, influenza l’interazione e la crescita lasciando nel tempo riverberi interiori.

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