Cari Genitori, nell’educazione dei figli attenzione alle vostre credenze

Perché molti genitori nell’educazione dei figli trasferiscono le loro credenze, magari senza rendersene conto?
Perché molto probabilmente non hanno la giusta direzione educativa, che è quella di sostenere i figli nel loro spontaneo processo di auto-educazione più che trasferire la propria cultura.

Cosa comporta limitare la crescita della loro autonomia?
Comporta la limitazione della loro capacità di discriminare e di scegliere.
“L’azione pedagogica efficace è quella di aiutarli ad avanzare sulla via dell’indipendenza, a conquistare ciò che è utile al loro sviluppo, a esprimere con chiarezza i loro desideri”. I figli hanno naturalmente i mezzi per imparare a fare.

La missione di ogni educatore è “stimolare la vita, lasciandola poi libera di svilupparsi”.

Nell’educazione dei figli, poiché genitori non si nasce e non si ha il manuale completo d’istruzioni, si è portati a trasferire loro le proprie credenze che acquisiscono molto velocemente mediante processi imitativi.
La missione dei genitori è questa? No, non lo è. E’ quella di essere sapienti e neutri custodi del loro sviluppo naturale e di educazione di se stessi. I genitori, per far questo, devono apprendere come “intervenire al momento giusto senza disturbare o deviare, anziché aiutare, il bambino che sorge a vita e che vivrà dei propri sforzi”.

Cari genitori, oggi abbiamo conoscenza che il compito nell’educazione dei figli non è di indottrinarli.

Educare non è trasferire ai figli le proprie convinzioni e credenze, ma renderli consapevoli delle loro capacità e sostenerli nell’apprendimento tramite l’esperienza diretta.
La crescita come genitori inizia con lo scoprire che interagiamo con la realtà tramite il nostro sistema di credenze! Queste sono molto presenti in gran parte della nostra attività cognitiva e sono molto incisive nell’influenzare la nostra visione della vita e i comportamenti anche verso i figli.

Le credenze si formano in base alle influenze che ognuno di noi riceve sin dall’infanzia.

Queste influenze le riceviamo dalla genetica e dalla famiglia, quelle extra-famiglia dalla scuola, amici, letture.. .
Nel tempo, esse possono così forti da divenire il nostro modo di pensare (ad esempio, ragioniamo come nostra madre o padre, o come i nonni), di sentire o di relazionarci (ad esempio, si ha lo stesso modo di agire degli amici che frequentiamo o di un personaggio letterario o cinematografico).

L’attività cognitiva e i comportamenti di molti di noi oscillano frequentemente all’interno di queste influenze.

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Le credenze possono trasformarsi in convinzioni e queste creare in noi radicate abitudini educative e comportamentali verso i figli. Le “convinzioni” che condizionano il nostro quotidiano creano il modo con cui interpretiamo la vita. Anche la vita dei nostri figli. Ad esempio, dire: “la vita è complicata e lo sarà anche per mio figlio” è l’espressione di una convinzione che limita anziché potenziare.

Attenzione ai comportamenti educativi condizionati dalla nostra memoria.

“La memoria non è solo ciò che possiamo ricordare consciamente del passato, ma è l’insieme dei processi con cui gli eventi del passato influenzano il presente. Le esperienze precedenti, seppur non le ricordiamo, modellano il nostro modo di comportarci e di avere rapporti con gli altri, anche con i nostri figli”.
Nell’educazione dei figli essere genitori in crescita significa acquisire la capacità di generare spazi interiori più ampi. Educatori sono coloro che nella vita s’impegnano nel cercare nuove domande e trovare nuove risposte, cioè altri modi e attitudini, osservando e acquisendo nuovi dati.

L’influenza delle credenze e convinzioni sulle nostre azioni spesso non è da noi percepita.

Nell’educazione dei figli, l’impegno come genitori è di sostenerli nella loro costante e continua scoperta delle loro capacità e valore. 

Cari Genitori, provate ad osservare quali sono i vostri comportamenti educativi, quali influenze se trasferite limitano lo sviluppo dei figli e quali invece li supportano nell’esplorazione della vita? 


Nel post ci sono spunti presi dalla seguente bibliografia:

Maria Montessori – Educare alla libertà
Rita Levi Montalcini – Abbi il coraggio di conoscere
Michael S. Gazzaniga – Il cervello sociale
Daniel J. Siegel – La mente relazionale
Patrizio Paoletti – Crescere nell’eccellenza

 

 

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